Razza o incrocio

Gli animali di razza sono contraddistinti da alcune caratteristiche somatiche e funzionali trasmissibili stabilmente alla prole. Per le produzioni di qualità legate al territorio è comunque consigliabile praticare l’incrocio di prima generazione (F1) e questo fondamentalmente per due motivi:  i meticci di prima generazione sono sempre più rustici e resistenti dei genitori i inoltre un meticcio può essere brevettato mentre una razza no.
Per semplificare quanto affermato sopra simuliamo un esempio. La simulazione prevede un’attività d’allevamento da parte di un’azienda situata a San Severo (Foggia).
In Puglia, in base al Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse Agricolo possono essere considerate razze locali la Nera di Capitanata e la razza Polverara.
Come prima operazione l’azienda deve acquisire gli animali delle due razze e avviare l’allevamento. In seguito, per promuovere l’attività commerciale è consigliabile far riconoscere dalla Regione Puglia le due razze come Prodotto Agroalimentare Tradizionale.
Questo riconoscimento ha però il valore di “Marchio Collettivo” cioè qualsiasi azienda può, dopo il riconoscimento, commercializzare questi animali come prodotti tipici pugliesi.
La nostra azienda però organizza due pollai uno don femmine di razza Nera di Capitanata e uno con femmine di razza Polverara bianca e scambia i maschi nei pollai per ottenere due brevetti aziendali:

il Pollo di San Severo: ottenuto dall’incrocio tra gallo Polverara bianco e galline Nera di Capitanata;

il Pollo del Gargano: ottenuto dall’incrocio tra gallo Nera di Capitanata e galline Polverara bianca;

Si tratta di due brevetti aziendali registrati ottenuti con ralle locali a lento accrescimento e legati al territorio pugliese.

Questo si riesce a ottenere allevando galline e galli della stessa razza da febbraio a marzo per ottenere la rimonta aziendale mentre durante gli altri periodi i maschi sono accoppiati con le galline di un’altra razza.


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